Che cos’è la psicologia per me?

Pazienti stesi su lettini a raccontare la loro vita di fronte a un tizio che finge di ascoltare mentre completa un cruciverba. Una classica scena da film che vorrebbe, ironicamente, rappresentare ciò che accade nello studio di uno psicologo.

In fondo, ogni ambito ha i suoi stereotipi, alcuni più difficili da abbandonare di altri.

Cruciverba a parte, l’idea che molti hanno della psicologia è proprio questa: un signore che “scava nella mente” di fronte a qualcuno che si mette bello comodo come fosse a casa sua.

Quando ho intrapreso il mio percorso di studi, non avevo ancora chiaro chi sarei diventata una volta laureata; certo, mi piace molto ciò che studio e anche per questo credo di non essermi mai posta questo problema prima. Cosa può fare lo psicologo?

Se, per esempio, si va su Wikipedia, si può leggere che la psicologia è “lo studio del comportamento e della mente”. Niente da dire, è chiaramente un ottima definizione, ma sono del parere che quando ci si interessa davvero a qualcosa, si sviluppa una visione soggettiva e intima che permette di vedere le cose da un’altra prospettiva.

È quello che è successo anche a me.

Nella vita si può scegliere, scegliere se essere persone che studiano ciò che si dice loro di studiare per laurearsi e trovare un buon lavoro, oppure persone che, spinte dalla curiosità e dalla voglia di conoscere, accrescono sempre di più il loro sapere, imparano a sfruttarlo e, perché no, trovano anche un buon lavoro. Con questo intendo dire che la scuola o l’università possono dare ottime basi, ma se si ha la volontà di approfondire si può arrivare a fare qualcosa di nuovo e di innovativo, qualcosa che ripaga gli sforzi fatti e da soddisfazione. Tutto sta, appunto, nel saper considerarci degli esseri umani che investono su loro stessi e si “autosfruttano” per raggiungere i loro scopi, anche quando questi riguardano strade non ancora esplorate. Non ha senso limitarsi quando si possiede un organo estremamente potente come il cervello umano.

La mia visione della psicologia è che questa scienza è in tutto. È intorno a noi, anzi, dal momento che interessa la nostra mente, è in ognuno di noi: nelle nostre scelte, nel nostro modo di muoverci e di gesticolare, nell’essere influenzati dalle nostre relazioni sociali, dalle pubblicità o dalla dialettica di alcuni.

Mi sono guardata intorno e ho capito che per me questa scienza non era solo Freud o psicoterapia, riprendendo il pensiero di coloro estranei a questo ambito. La psicologia interessa e influenza tantissimi ambiti come: la filosofia, la biologia, l’informatica, la matematica e l’ingegneria.

Questo è quello che mi ha affascinato fin dall’inizio, so che non smetterò mai di imparare se in me ci sarà sempre il desiderio di sapere fin dove posso arrivare a scoprire il cervello e il suo modo di funzionare, ma anche, di conseguenza, l’essere umano nella sua totalità. Questo è uno dei motivi del perché mi sono avvicinata alle neuroscienze.

Rafael Yuste, noto professore e neurobiologo, dice “Quando capiremo il cervello, allora l’umanità avrà capito se stessa”.

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