Può capitare di ritrovarsi alla fine del proprio percorso universitario e, dopo 3 anni di intenso studio, non avere ancora le idee chiare su cosa fare in futuro. La triennale in psicologia è in grado di dare agli studenti solo le basi della disciplina, ecco perché è spesso consigliato di proseguire gli studi e frequentare per altri 2 anni un corso di laurea magistrale.

Facciamo un po’ di chiarezza. Se si vuole iniziare a lavorare dopo la laurea di primo livello, e non intraprendere un altro corso di laurea, si può pensare di inserirsi all’interno di società o enti pubblici e privati, svolgendo servizi diretti al singolo o alla comunità, anche sotto la supervisione degli iscritti all’albo A. In particolare, si può lavorare nelle risorse umane e nei servizi per l’impiego, occuparsi del reinserimento sociale, lavorare nella sanità pubblica o privata, occuparsi di ricerca o lavorare con gli assistenti sociali. Per fare questo si possono intraprendere 2 strade:

  1. Scegliere un master professionalizzante
  2. Iscriversi all’albo B e diventare “Dottori in tecniche psicologiche” dopo aver conseguito un tirocinio e superato l’esame di stato.

Per quanto riguarda il secondo punto, di recente è stato approvato il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia” (PNRR) che da inizio all’attuazione dei progetti del Recovery Plan. La parte che interessa gli studenti è l’eliminazione dell’esame di stato per medici, farmacisti, odontoiatri, veterinari, geometri e psicologi. A partire da ottobre 2022, coloro che intraprenderanno la carriera di psicologi vedranno l’esame di stato coincidere con l’esame di laurea, entrando più rapidamente nel mondo del lavoro. Per tutti gli altri, studenti o laureati, ci sarà un tirocinio e una prova orale, ma è opportuno restare in contatto con la propria università per capire meglio come procedere.

Se, invece, si vuole continuare il proprio percorso di studi, si può pensare di iscriversi a un corso di laurea magistrale. Ci sono molti ambiti tra cui scegliere e, una volta conclusi i 2 anni, ci si può iscrivere all’albo A e diventare psicologi. Si può scegliere tra

  • Psicologia clinica: lo psicologo clinico si occupa di intervento, diagnosi e riabilitazione di individui o gruppi. Per diventare psicoterapeuta sarà necessario, dopo essere diventati psicologi, frequentare una scuola di specializzazione dalla durata di 4 anni;
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni: ci si inserisce nei contesti lavorativi e si utilizzano strumenti metodologici per la gestione delle relazioni interpersonali e dell’organizzazione;
  • Psicologia dello sviluppo e dell’educazione: lo psicologo può intervenire nei contesti educativi, lavorando con bambini e adolescenti;
  • Psicologia cognitiva applicata: studia i processi cognitivi (memoria, attenzione…), analizza eventuali disagi psichici e utilizza strumenti per monitorare funzionamenti biologici. Ci si può dedicare alla ricerca
  • Neuroscienze cognitive: studia il funzionamento della mente umana in relazione alle strutture del cervello. Si può lavorare negli ospedali o nei centri di recupero;
  • Psicologia sociale, economica e delle decisioni: studia le organizzazioni e le collettività, per capire come l’individuo influenzi e venga influenzato dagli altri. Anche in quest’ambito si può lavorare nella ricerca o nel settore della comunicazione per aziende private o pubbliche.
  • Psicologia giuridica, forense e criminologica: si occupa di fornire valutazioni in ambito giuridico, quindi si può lavorare per il Pubblico Ministero e con gli avvocati.

Ovviamente, questo sono non sono tutte le strade che si possono intraprendere. È sempre utile informarsi e capire qual è il percorso giusto per se stessi, partendo dalle proprie aspirazioni. Bisogna ricordare anche che il valore di un individuo non proviene dagli studi che si scelgono o dai voti ricevuti, ma anche dalle proprie competenze perché saranno giudicate anche quelle nel contesto lavorativo.