Lo smart working è una modalità di lavoro che si è diffusa soprattutto dopo l’inizio della pandemia di Covid-19. Da marzo 2020, lo scopo è quello di lavorare o studiare da remoto per ostacolare la diffusione del virus e preservare la salute di tutti.

Considerando che è una forma “alternativa” di lavoro, che da un anno a questa parte è diventata la “nuova normalità”, nel febbraio 2021, alcuni ricercatori si sono interrogati sui possibili effetti che provoca su lavoratori e studenti.

In particolare, è stato dimostrato che l’uso della tecnologia può generare un senso di spaesamento e incidere sulla memoria episodica, l’identità personale e professionale, aumentando il rischio di burnout (stress cronico). Inoltre, attraverso device digitali, non si riesce ad utilizzare il contatto visivo o lo scambio di sguardi. Non venendosi a creare un’attenzione congiunta, si riduce di conseguenza l’impegno nelle prestazioni collettive e la creatività.

Svolgere il proprio lavoro o insegnare virtualmente, tramite dispositivi digitali, riduce la diffusione del Covid-19 ma, a lungo andare, incide sulle comunità scolastiche e le organizzazioni lavorative.

Una soluzione sarebbe generare una “comunità di pratica”, ovvero, un gruppo di individui che condividono la stessa passione o problemi simili, approfondendo le loro conoscenze dall’interazione con altri. Un esempio simile può essere dato da tutti coloro che si incontrano online per giocare a videogiochi come “Fortnite”, rendendo possibile il confrontarsi e il conoscersi a distanza. Una soluzione aggiuntiva potrebbe riguardare lo sfruttamento della realtà virtuale, per cui molte aziende si stanno attrezzando. Infatti, come dimostrato da ricerche recenti, essa è in grado di generare empatia e permettere di instaurare relazioni.

Ciò che dovrebbe essere maggiormente considerato di questo periodo storico è il suo impatto sulla salute mentale. Un programma psicologico dovrebbe, infatti, affiancare soprattutto coloro che lavorano o studiano da remoto e che non hanno le risorse per adattarsi a questo cambiamento radicale. Solo ricerche future potranno approfondire al meglio questa tematica.

FONTE: Riva, G., Wiederhold, B. K., & Mantovani, F. (2021). Surviving COVID-19: The Neuroscience of Smart Working and Distance Learning. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking24(2), 79-85.