La nostra soglia di attenzione è stata a lungo studiata durante il corso degli anni, uno dei primi a dedicarsi ad essa fu Wilhem Wundt, che cercò di capire quanto tempo impiegasse un uomo per spostare la sua attenzione da uno stimolo all’altro. Era considerata una capacità essenziale per la sopravvivenza dell’uomo, che doveva prestare attenzione ai mille pericoli esterni. Il problema è che col tempo la nostra attenzione è calata drasticamente, adesso l’essere umano viene circondato da molteplici stimoli tecnologici che lo distraggono continuamente.

COS’E’ L’ATTENZIONE?

L’attenzione è la capacità di selezionare e focalizzarsi su alcune informazioni, ignorandone altre.


Esistono diversi tipi di attenzione:

-ATTENZIONE FOCALIZZATA: tipo di attenzione che ci permette di concentrarci ed è associata all’effetto cocktail party. Il nome fa riferimento a quando ci si trova a una festa, con la musica alta e molte persone intorno a noi. In questa circostanza, riusciamo a focalizzarci su una singola conversazione con qualcun’altro, ignorando tutto il resto, eppure, se tra la musica dovessimo sentire il nostro nome, saremmo subito in grado di rivolgere l’attenzione nella direzione da cui ci sentiamo chiamare.

-ATTENZIONE DIVISA: ci permette di eseguire più compiti insieme, anche in modo automatico, come guidare una macchina e avere una conversazione con qualcuno. Queste capacità si sviluppano con la pratica e col tempo diventano più facili da svolgere, richiedendo meno risorse cognitive.

LA SOGLIA DELL’ATTENZIONE È PEGGIORATA

Negli ultimi anni si è parlato di “multitasking” come della capacità di svolgere più attività contemporaneamente, ma non sempre questo ha un effetto positivo. Dividere la propria attenzione in compiti diversi significa essere portati ad eseguirli male proprio perché le nostre capacità attentive sono limitate.

Il contesto culturale in cui siamo immersi ha portato ad eseguire sempre più azioni in “multitasking” e a diminuire la soglia dell’attenzione. Qualche anno fa, la prestigiosa azienda “Microsoft” ha notato che con l’avvento della tecnologia, l’attenzione dell’uomo è peggiorata, così diventa difficile per lui rimanere concentrato sul singolo compito. Infatti, l’essere umano è in grado di mantenere l’attenzione solo per 8 secondi, mentre il pesce rosso per 9.

COSA FARE ALLORA?

Si può migliorare la nostra attenzione mettendo in pratica qualche suggerimento, come:

  • Ridurre le distrazioni quando si lavora o si studia, mettendo da parte tutti gli stimoli superflui
  • Organizzare la propria giornata e i diversi compiti da svolgere
  • Assicurarsi di dormire dalle 7 alle 9 ore a notte
  • Fare esercizio fisico per ridurre lo stress e allenare anche la mente