Lo sport ha, da sempre, benefici su ognuno di noi a livello fisico e mentale. Nel mondo del calcio, l’Italia, domenica 11 luglio, giocherà la finale degli Europei 2020 con l’Inghilterra. Tutta la nazione si è unita per supportare la squadra, provando emozioni forti a vederla giocare in ogni partita e questo vale anche per chi, di solito, di calcio non ci capisce granché o, semplicemente, non è un appassionato.

Cos’è il tifo?

Fare il tifo significa sostenere, nell’ambito sportivo, una squadra o un singolo atleta. Tifare è un fenomeno che diventa più intenso quando coinvolge sport di squadra rispetto a quelli individuali. Questo fa capire come una squadra sportiva possa ricoprire un ruolo simbolico molto più forte rispetto a quello che riguarda il singolo atleta. Non a caso, gli sport dove la tifoseria si fa sentire di più sono sport come il calcio (di cui fa parte anche la tifoseria ultrà) o il basket, rispetto a golf, tennis o atletica leggera.

Perché tifare unisce?

Di per sé, gli eventi sociali sono in grado di unire molte persone dal punto di vista emozionale. Lo sport non sono crea legami, ma avvicina individui di generazioni e culture diverse. Tifare comporta identificarsi come parte della squadra, sentirsi parte di un gruppo che può soddisfare dei bisogni emotivi. Quindi, la vittoria o la sconfitta di una partita, influenzerà a sua volta l’umore dell’individuo. Così come il tifoso si immedesima nei giocatori della squadra, si sente legato anche con tutti gli altri tifosi che condividono con lui quel momento intenso. Le emozioni, infatti, sono in grado di influenzare un gruppo di persone e di renderlo compatto.

Ce n’è bisogno

Considerando anche il contesto in cui ci si trova a giocare gli Europei, rimandati di un anno a causa del Coronavirus, tifare per la vittoria della nazionale italiana rappresenta il riscatto per la tragica condizione in cui questo paese si è trovato. Infatti, il lockdown e le limitazioni imposte dal governo per salvaguardare dalla diffusione del virus hanno pesato molto sulla salute psicologica individuale. Adesso, sentirsi parte di un gruppo e vedere la propria squadra arrivare in finale fa sentire bene, come un primo passo per lasciarsi il peggio alle spalle.

Non bisogna cadere nell’eccesso

Si deve specificare che l’euforia dovuta all’atto di tifare, che può essere comparata al fare una camminata veloce, dato l’aumento dei battiti cardiaci, non deve sfociare in atti di vandalismo o gesti violenti. Come sempre, in tutti i fenomeni, ci sono aspetti postivi e negativi. Se da una parte fare il tifo ci fa sentire bene, dall’altra, soprattutto in questi ultimi giorni, si sono registrati assembramenti e atti vandalici, con danneggiamenti a mezzi pubblici, piazze e negozi. Alcune località, infatti, stanno prendendo dei provvedimenti a riguardo per evitare ulteriori danni.