Tutti noi abbiamo paura di qualcosa. Quando, però, la paura costringe a non compiere azioni per evitare di raggiungere il successo in qualcosa, si parla di paura di fallire. Uno studio condotto da McGregor ed Elliot ha posto al centro di questa paura la vergogna. Ma cos’è davvero la paura di fallire? Quali sono le ragioni che spingono ad evitare il fallimento?

Da studentessa di psicologia posso dire di aver riscontrato questo fenomeno soprattutto nei miei coetanei in procinto di superare alcuni esami, ma, ovviamente, si presenta anche in altri contesti, come quelli lavorativi. Prima di scoprire cos’è la paura di fallire, bisogna comprendere com’è definita una conquista. Questa è considerata come la capacità di sentirsi orgogliosi per l’aver realizzato qualcosa.  Al contrario,la paura di fallire viene vista come la capacità o la propensione a manifestare vergogna quando si fallisce. Una delle ricerche più significative in questo contesto fu quella condotta da Elliot e Trash nel 2004, che dimostrarono che la paura di fallire provata quando si è bambini può portare ad affrontare la stessa paura anche da adulti, specialmente quando si cresce con una madre che manca di dimostrazioni d’amore verso il proprio figlio, vedendolo incapace di conquistare alcuni obiettivi.

Quindi, la paura di fallire si manifesta nel considerare inaccettabile l’idea di fallire di fronte a una situazione poiché porterebbe a conseguenze negative e andrebbe ad intaccare la propria autostima e le proprie relazioni sociali. Secondo gli autori della ricerca, a questa paura è collegata la vergogna, in quanto esperienza emozionale negativa, che porta ad evitare determinate esperienze e, in termini comportamentali, a chiudersi nelle proprie spalle e ad abbassare lo sguardo. Combinate insieme, portano ad assumere comportamenti evitanti. Se non si raggiungono obiettivi, si minimizza la possibilità di provare sensazioni negative in caso di fallimento.

Per le persone con questa paura, è più facile raccontare ad altri, o ai propri genitori, dei propri successi anziché dei propri fallimenti, perché la paura di essere giudicati negativamente o di pensare di essere incapaci prevale su tutto.

La paura di fallire è, allora, la peggior nemica verso il successo. Separandosi da essa, si riuscirebbe a capire che l’uomo è il peggior nemico di se stesso. Cosa si può fare, allora? Dal momento che è un processo che tende a ripetersi, è necessario seguire delle strategie per uscire da questo circolo vizioso, concentrandosi, soprattutto, sul pensiero che commettere uno sbaglio fa parte dell’essere umani. Continuare a sfuggire alla realtà porta, in ogni caso, a una sensazione negativa. È bene, quindi, provare ad affrontarla facendo qualche esperienza e uscendo dalla propria zona di comfort. Non a caso gli errori sono quelli che ci aiutano a crescere e a superare difficoltà, l’importante è capire dove si sbaglia e non perseverare nell’errore.

FONTE: McGregor, H. A., & Elliot, A. J. (2005). The shame of failure: Examining the link between fear of failure and shame. Personality and social psychology bulletin31(2), 218-231.