In occasione del mese del pride (giugno 2021), si difendono i diritti della comunità LGBTQ+. La scelta di questo mese deriva dalla prima rivolta avvenuta nel giugno del 1969 e, da quel momento, si organizzano parate e manifestazioni ogni anno. Ad oggi, l’omofobia rimane un reato in circa 69 paesi del mondo, su un totale di 208, e 6 di loro prevedono la pena di morte in tutto il territorio nazionale.

Il non riconoscere i diritti di questa comunità deriva dal fatto che molti non ammettono l’esistenza di individui con orientamenti sessuali diversi dall’eterosessualità. Etimologicamente, il termine omofobia vuol dire “paura nei confronti di persone dello stesso sesso”. Infatti, viene definita come l’avversione verso coloro che compiono atti sessuali con una persona dello stesso sesso.

Nell’antichità non si parlava di prevalenze sessuali, sia in Grecia che nell’Impero Romano queste pratiche erano assai diffuse. Freud, nei “Tre saggi sulla sessualità” (1905), affermava, infatti, che se per gli antichi le pratiche omosessuali erano la normalità, ci si dovrebbe chiedere il perché in epoche successive sono state considerate perverse e discriminalizzate.

L’omosessualità pone le sue basi nell’infanzia. Il bambino è inserito nel contesto familiare e apprende dalle figure genitoriali le prime regole, compreso ciò che giusto o sbagliato. Se l’ambiente in cui cresce ritiene sbagliata l’esistente di forme d’amore diverse da quelle uomo-donna, è probabile che anch’egli lo consideri sbagliato e interiorizzi questo pregiudizio. Non è detto che ciò accada sempre, ma è possibile che la famiglia e la religione condizionino la nascita di atteggiamenti omofobi.

Oltre al contesto, bisogna considerare che nella psicanalisi l’omofobia non è altro che la repressione dell’omosessualità, che non viene accettata dall’individuo. Per proteggere il proprio sé, attacca gli altri, screditandoli. Si può dire quindi, che questo fenomeno abbia sia origini individuali e contestuali.

I crimini, o gli atti violenti, che vengono commessi in base all’orientamento sessuale sono considerati atti d’odio. In uno studio del 2004, è stato riscontrato che molto spesso questo generi di crimini non vengono denunciati, poiché si pensa che le forze dell’ordine e le istituzioni non intervengano in modo adeguato.

Questo rimanda alla necessità di attuare politiche per tutelare l’identità di genere e l’orientamento sessuale. In Italia, si sta discutendo del DDL ZAN, disegno di legge bloccato in senato. Secondo la classifica stilata da Rainbow Europe, si trova al 35 posto tra i paesi dell’Unione Europea per la tutela dei diritti di questa comunità. Quindi quest’anno, con il PRIDE MONTH, si combatte anche per l’approvazione di questa legge, utile ora più che mai.

FONTI:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/20/omotransfobia-le-leggi-in-europa-nella-maggior-parte-dei-paesi-i-crimini-dodio-sono-estesi-a-orientamento-sessuale-e-identita-di-genere-come-funziona-in-francia-spagna-svezia-germania/6201470/

https://www.ilgiorno.it/cronaca/italia-omofobia-1.6373803

Magic, J. (2014). SOCIAL AND PSYCHOLOGICAL FACTORS INFLUENCING REPORTING OF HOMOPHOBIC HATE CRIME/DRUZBENI IN PSIHOLOSKI DEJAVNIKI, Kl VPLIVAJO NA POROCANJE O HOMOFOBNEM NASILJU. Socialno delo53(6), 321.